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| Come annodare un Fiador Knot per una capezza di corda |
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Questo articolo vuole illustrare graficamente come annodare il Fiador Knot per una capezza di corda. This article wants to graphically SHOW how to tie the Fiador Knot for a rope halter. Clicca su "Leggi Tutto" per vedere l'articolo
di Emilio A. Lodigiani PremessaIl nodo FiadòrLa difficoltà di annodare una capezza di corda sta quasi esclusivamente nel nodo per il moschettone. Il nodo più diffuso nelle capezze di corda commerciali è infatti piuttosto difficile da realizzare per un neofita. Si tratta del nodo illustrato in questo articolo e il cui nome è Nodo Fiadòr (dallo spagnolo: "nodo che fa male, che provoca dolore"). Naturalmente noi speriamo di usarlo bene e non provocare alcun dolore ai nostri cavalli! Un consiglioIl mio consiglio per chi non ha mai annodato una capezza di corda è iniziare costruendo una capezza semplice, come spiegato nel mio articolo precedente. Dopo averne realizzata almeno una in modo corretto e con una certa scorrevolezza è possibile applicarsi alla capezza con il Fiador Knot. Per non sprecare la corda (ricordiamoci: circa 7 metri per capezza) è possibile snodare le capezze costruite per esercizio senza il Fiador Knot, per poi tenere come definitiva quella con questo nodo. Per ora qui è illustrato solo come realizzare il nodo. In futuro inserirò anche il metodo per il resto della capezza (quasi banale). Nel frattempo potete consultare l'articolo di Paula nella stessa sezione Rubriche di questo sito per i diagrammi. Due modi diversi di annodare il FiadòrIn realtà esistono due modi diversi per ottenere lo stesso risultato: il nodo Fiador.
La realizzazione nel palmo della mano è molto difficile da imparare, ma dopo averla fatta propria, più veloce. VI consiglio di impararla solo se dovete realizzare almeno 20 capezze, se no è tempo sprecato: farete prima a farle stese sul tavolo. Il sistema per realizzare la capezza nel palmo della mano è descritto nella "bibbia" dei nodi: "Il Libro dei Nodi (The Hashley book of Knots)" di Clifford W. Hashley, al numero 1110 e al numero 2569. Si tratta di due disegni davvero criptici. Vi assicuro che col tempo si possono comprendere, anche se all'inizio nessuno lo crede... Una difficoltà del secondo metodo è non trovarsi alla fine del nodo Fiador con i cappi per il moschettone incrociati (e qui l'Hashley commette una leggerezza: se seguirete i suoi disegni incapperete in questo problema). Bisogna anche prestare attenzione a chiudere il nodo con i giusti metri di rimanenza da entrambi i lati, altrimenti alla fine della capezza troveremo una insufficienza di corda. In futuro pubblicherò una guida fotografica con la spegazione visiva di come fare il nodo nel palmo della mano e di come proseguire nel resto della capezza. Per ora accontentatevi di questa guida fotografica...
Vediamo ora il sistema più noioso ma che vi consentirà di realizzare un nodo Fiador senza eccessivi mal di testa. Realizzazione del nodo steso su un tavoloPer scattare queste foto ho usato due corde di colori differenti, solo per chiarezza. Ovviamente voi non dovete farlo. Attenti quindi a disporre le corde sul tavolo proprio come nelle foto, altrimenti non capirete più quale corda dovete annodare!
Foto 1: predisporre la corda. La distanza A tra i nodi è generalmente di 25 cm.
Foto 2: primo anello.
Foto 3: primo cappio.
Foto 4: termine della prima corda.
Foto 5: inizia la seconda corda.
Foto 6: attraversare gli anelli.
Foto 7: cappio e ritorno.
Foto 8: secondo anello.
Foto 9: cominciamo a tirare le corde in questo senso.
Foto 10: prendiamo i gruppi di corde con le mani e tiriamo nei sensi indicati.
Foto 11: facciamo scorrere come serve le corde e stringiamo lentamente il nodo.
Foto 12: ecco il nodo stretto.
Foto 13: il nodo visto da vicino. Notare la simmetria.
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