Pensione Cavalli
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| I commenti di un partecipante - Corso Base - Metodo Parelli |
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| Scritto da Emilio Alfredo Lodigiani |
| Martedì 24 Ottobre 2006 10:23 |
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Ho partecipato, da completo neofita, al corso base del metodo Parelli,
tenuto da Rolando Heuberger.
Scrivo questo piccolo resoconto per riportare le mie impressioni. Premetto che ho la fortuna di possedere due cavalli da diversi anni, che monto abitualmente e con i quali (almeno credevo fino a prima del corso) avevo instaurato un buon rapporto di stima e rispetto. Ciò che mi ha spinto a partecipare è stata la curiosità per un metodo del quale avevo spesso sentito parlare senza aver avuto l'effettiva opportunità di farmene un'idea. Devo ammettere a posteriori che avevo frainteso il siginificato del metodo Parelli: lo credevo una collezione di “trucchi”, mentre ho scoperto che si tratta al contrario di una “postura psicologica” da adottare nei confronti del cavallo. OrganizzazioneIl corso è durato due giorni e vi hanno preso parte quattro cavalieri con il proprio cavallo e due senza cavallo. Da notare che il corso base è per i cavalieri: il cavallo serve solo per fare pratica. La situazione ideale sarebbe quindi di frequantarlo con un cavallo tranquillo senza alcun problema, per concentrarsi totalmente sul nostro apprendimento, anzichè su quello del cavallo.
Nel pomeriggio abbiamo fatto pratica sui concetti visti la mattina: abbiamo preso il nostro cavallo nel box, permettendogli di capire che non lo andavamo ad acchiappare ma era lui a seguire noi di sua iniziativa. Siamo andati nella cavallerizza e seguendo le istruzioni di Rolando abbiamo fatto capire a ciascun cavallo che il suo branco era solo il suo cavaliere: gli altri cavalli erano fuori dalla nostra “linea di confidenza”. Il puledroUn elemento molto interessante è stato la presenza di un puledro lasciato libero tra di noi. Uno dei quattro cavalieri (Gianni) aveva infatti una splendida cavalla spagnola (Estrella), con al seguito il puledro di sei mesi (Gap). Era questo un diavoletto frenetico, noto per la sua esuberanza. Potete immaginare quale confusione si sia creata durante i primi cinque minuti: il puledro correva da tutti i cavalli per conoscerli cercando di mordicchiarli, galoppava ovunque e saltava addosso a sua madre, i nostri cavalli cercavano di difendersi da soli dal puledro, alcuni di scappare per cercare un luogo più calmo. In mezzo alla confusione tuonava (è proprio il caso di dirlo) la voce di Rolando, che ordinava a tutti quale comportamento tenere. In pochi minuti, seguendo le istruzioni, tutto si è calmato: ogni cavaliere doveva tenere lontano il puledro dal proprio branco (il piccolo branco formato dal binomio), ad esso era consentito solo correre da sua madre (ma senza saltarle addosso!). In questo modo ogni cavallo ha potuto vedere che veniva difeso dal proprio cavaliere e poteva quindi fidarsi. Il puledro si è visto scacciato da tutti branchi escluso il suo, e in breve ha digerito la realtà e ha smesso di tentare approcci. Tutti i cavalli hanno gradito a tal punto l'instaurarsi di regole chiare tra noi uomini nei loro confronti (e secondo un linguaggio a loro noto) che si sono quietati in modo apparentemente innaturale. Innaturale per noi, naturalissimo per loro!
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Settembre 2007 19:06 |
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